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Evviva Checco Zalone, eroe del politicamente scorretto

Checco Zalone, lasciatemelo dire, è semplicemente un mito. Mi è capitato recentemente di vedere due suoi film, Cado dalle nubi e l'ultimo uscito, Sole a catinelle. Fantastici, meravigliosi perché fanno ridere, e ridere sul serio, con una satira non politically correct, ma ricca di salaci pizzicate anche laddove il pudore della pseudo cultura radical chic, egemone nel nostro Paese, non lo consentirebbe.

Il Quinto potere, very far from Italy

Il Quinto potere è un bel film che riassume in circa due ore la storia, tra mito e realtà, di Julian Assange e del suo Wikileaks. Personalmente non conoscevo nei dettagli la vicenda, che qui viene riassunta in maniera ordinata e con un taglio quasi narrativo, dalla nascita del sito ad opera di Assange, al legame, prima di amicizia poi di aperta ostilità, tra il fondatore e Daniel Domscheit-Berg, vero protagonista del film (interpretato da Daniel Brühl, già Niki Lauda in Rush) e autore del libro da cui la pellicola è tratta.

Turandot, meraviglia della principessa di gelo

La stagione 2012-2013 del Teatro dell'Opera di Roma si è conclusa in questi giorni, con un bell'allestimento di Turandot del Teatro Petruzzelli di Bari, portato per la prima volta a Roma. Come direttore, un grande esperto di Puccini e di opera in generale, il grande Pinchas Steinberg. Come interpreti principali Marcello Giordani nel ruolo di Calaf e Carmela Remigio in quello di Liù.

Les Misérables, parabola senza tempo di coraggio, passione e umanità

Diciamolo con chiarezza fin da subito: Les Misérables è un capolavorone, di quelli in cui hai la fortuna di imbatterti raramente.

Il romanzo da cui è tratto il musical, dal titolo omonimo, è stato uno dei più famosi dell'Ottocento. Si tratta di un'opera monumentale, scritta da Victor Hugo nell'arco di circa 15 anni, articolata in ben 5 tomi e un gran numero di libri e capitoli. Un romanzo molto ambizioso, che parla di storia, amore, politica, amicizia, odio, giustizia e giustizia sociale: pieno di riflessioni e di digressioni su fatti storici più o meno contemporanei, di analisi sociali e sociologiche ante litteram. Tutte queste linee e percorsi di narrazione e lettura sono presenti anche nel musical e anzi, si può dire che in esso vengano addirittura esaltati.

Se anche la musica diventa social

Sarà forse vero che questo è il periodo delle orchestre social. Ormai non ci si accontenta più di fare musica, di farla bene o di farla male, adesso serve la causa sociale, serve che il concerto diventi un'occasione di partecipazione. Da questo (in generale nobile) intento sono nate realtà importanti, come l'Orquesta Sinfónica Simón Bolívar del Venezuale, sotto l'egida di Claudio Abbado, o la West-Eastern Divan Orchestra, fondata da Daniel Barenboim. Proprio quest'ultima, con il grande Daniel, abbiamo potuto ascoltare a Lucerna, nelle serate del 18 e 19 agosto scorso: due programmi con ouverture e preludi di Verdi e Wagner, la Settima Sinfonia di Beethoven, il Kammerkonzert di Berg per violino, pianoforte e 13 fiati, Que la lumière soit di Saed Haddad e At the Fringe of Our Gaze di Chaya Czernowin (il primo, compositore di origine giordana, la seconda, autrice di nazionalità israeliana).

Il Miracolo di San Claudio, dal 2003 a oggi, da Lucerna con amore

Il giorno in cui Claudio Abbado, tra lo sconcerto dell'intero mondo della musica, annunciò che non avrebbe rinnovato il proprio contratto come direttore principale dei Berliner Philharmoniker, aggiunse anche che a partire dall'anno successivo (2003) avrebbe dato nuova vita all'Orchestra del Festival di Lucerna. E così fu. Questa compagine, nata con il primo festival diretto da Toscanini nel '38 e sopravvissuta negli anni con fortune alterne, ha trovato dal 2003 una nuova vita attraverso il progetto artistico di Abbado. L'Orchestra del Festival è basata su uno "zoccolo duro" costituito dalla Mahler Chamber Orchestra (non male come zoccolo) a cui Abbado ha aggiunto una lunga lista di friends quali Sabine Meyer, Alessio Allegrini, Natalia Gutman, Bruno Weinmeister, Jacques Zoon, Emmanuel Pahud, Kolja Blacher e tanti altri. L'orchestra è diventata così una formazione all star, di dimensioni gigantesche, in grado di eseguire praticamente qualunque tipo di repertorio.

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