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L’ornitorinco: un mammifero dal becco d’anatra

 

Da moltissimi è ritenuto l’animale più originale di tutti; oltre a questo primato, l’ornitorinco è uno dei più antichi abitanti della terra, tanto che viene definito ‘fossile vivente’. Si stima, infatti, che questa bestia risalga al periodo Cretaceo (130.000.000/65.000.000 di anni fa). Ha il becco simile alle anatre ma non è un uccello. È un animale acquatico ma non è un pesce. Si muove come un rettile ma  … allatta i cuccioli come un mammifero. Da cucciolo ha i denti, che poi perde completamente in età adulta. Assomiglia ad una lontra, ma anche un pò ad un castoro. Che strambo animale insomma, questo ornitorinco!

In passato veniva chiamato ‘talpa d’acqua’; oggi viene classificato come Ornithorhynchus anatinus: noto anche come platipo, é un mammifero acquatico endemico dell’Australia. L’etimologia del suo nome deriva dall’unione di due parole greche: ‘uccello’ (ὄρνις) e ‘muso’ (ῥύγχος). Il suo aspetto è veramente unico in tutto il regno animale: ha il becco, le zampe palmate, la pelliccia, pesa da uno a due chilogrammi circa ed è lungo all’incirca mezzo metro, coda inclusa. Insieme ad altre 4 specie, rientra nell’ordine dei monotremi, gli unici mammiferi che depongono le uova.

Gli ornitorinchi amano abitare tranquilli corsi d’acqua, dove possono scavare comode buche e mangiare gamberetti, larve, insetti e altri animali acquatici: la loro vita si svolge quasi tutta di notte. Essendo privi di denti in età adulta, sfruttano i sassolini che, dal fondo dei fiumi, riescono a smuovere con il becco: con questi ciottoli in bocca questi animali triturano il cibo. Quando sono sulla terra, strusciano con la parte inferiore del corpo e camminano in modo goffo e buffonesco: in acqua, invece, anche grazie al folto e robusto codone, sono rapidi e disinvolti.

È probabile che milioni di anni fa l’ornitorinco fosse ricoperto di squame, che poi devono essersi trasformate in pelo. Le zampe posteriori degli esemplari maschi sono dotate di speroni velenosi (carattere sessuale secondario) e quest’arma consente loro di difendersi dai predatori. Il veleno che iniettano, mortale per alcune specie animali, nell’essere umano causa fastidiosi dolori che possono durare mesi, ma non è comunque mai letale. In ogni caso, sono gli unici mammiferi velenosi (eccezion fatta per alcuni toporagni).

 

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